martedì 16 febbraio 2016

Aforismi...

* Gli uomini sono come le borse shopping ripiegabili : più si riempiono di sé stessi, più diventano piccoli.

* Nelle piccole teste le idee balzane si accalcano, fanno chiasso e spuntano fuori tutte insieme quando meno te l'aspetti, come i clown da una 500.

 * La stupidità ha un vantaggio: viene spesso sottovalutata.
                              

                                         Wizzy e Passiflora con la loro borsina shopping

lunedì 1 febbraio 2016

1,2,3.....

Nel corridoio del treno lo si nota subito, uno di quelli che ti fanno fare un passo indietro : grosso, peloso, traballante, la mascagna impastata da un balsamo a buon mercato già da tempo arreso all'odore di vinaccia+sudore e la faccia di chi è già finito troppe volte al palo nel ring della vita.
Cerca di aprire la porta della carrozza numero 4 e lo fa nel modo giusto : preme il pulsante verde alla sua sinistra una due tre volte ma la porta automatica non si apre. Sbuffa e riprova con più foga. Niente. Indietreggia in una smorfia lasciandosi cadere sul seggiolino a molla smollato e fissa il pulsante con la mestizia rabbiosa di un bimbo in castigo, poi parte alla carica. Colpisce la porta con le spalle, i gomiti, il ginocchio. Niente. Allarga le braccia e si appiattisce al muro come un vecchio poster di sé stesso.
E allora entra lei : bella presenza e belle speranze , abitino a collo alto di elastan il 15 luglio senza un filo di sudore e la crocchia biondo grano tenuta da un bastoncino per sushi che a noialtre cadrebbe in un respiro, a lei no. Cercando in borsa preme distratta il pulsante verde e -SWHISSH- senza quasi rallentare l'andatura passa nella carrozza successiva , la numero 4.
L'uomo si muove, troppo lento per approfittare della porta aperta che si chiude slittando sul suo faccione imbalsamato in una domanda onesta quanto inutile : perché per alcuni è così facile? Perché a qualcuno si aprono automaticamente tutte le porte, invece altri possono contare solo fino a 3?
Non gli rispondo, se non altro perché non ne ho proprio idea.

sabato 11 aprile 2015

Il cavallino rosa

Un cavallino rosa ci sfiora di striscio guadagnando il cielo già tiepido di una sagra di primavera. Indugia fluttuando tra i rami di un tiglio,poi parte al galoppo, scavalca l'orologio della torre antica e non esiste più,se non in quel posto dove vanno a finire i palloncini sperduti : principesse Disney....orsetti....Pokemon....conigli dalle lunghissime orecchie....scivolano leggeri e felici tra castelli di nuvole montate a neve. Tutti hanno alle spalle manine stese inutilmente e la triste moviola di due occhioni delusi e stupiti ; stupiti dal semplice fatto che qualcosa possa diventare così bello nell'esatto istante in cui smette di essere tuo.

                                        

                                                        La paperella rosa......

martedì 6 maggio 2014

Giallo

Ai tempi dei kg e dei sogni di troppo studiai il passero di Lesbia, le selve del Poliziano e le lune di Saffo e di Novalis.
Ora c'è ancora la luna quando pedalo sulla mia bici color Simpson verso una cattedra dove insegno tutt'altro.
Spesso un paraplegico avvolto in un pastrano canarino incrocia la mia strada con la sua carrozzella elettrica. Saluto con la mano ; lui non può. E mentre i passeri cinguettano nei fossi, noi siamo le due sole cose gialle sulla faccia della Terra.

                                    

                                                          Wizzy e il giallo

P.S.:post inserito ora ma ideato nel mese di febbraio

venerdì 13 dicembre 2013

Memorie(RAM) pascoliane

"Ora è la,come in croce...". Chi non conosce la celebre strofa pascoliana che tutti, almeno una volta, abbiamo dovuto ficcarci in testa negli anni più o meno remoti delle scuole elementari? A volte ritorna,quasi freudianamente,nei momenti più impensati,rinnovando la potenza espressiva che lustri di "mandate a memoria" avevano offuscato.
Come una mattina non molto lontana,alle 7, mentre aspettavo l'autobus davanti a un computer abbandonato al bordo del marciapiede : io avviata al lavoro, l'Acer (questa la marca dello sventurato) alla pattumiera. Le gocce di pioggia lo bagnavano pian piano,inargentando lo schermo simili a lacrime. Quello stesso schermo tenuto per anni (il vecchio "cassone" doveva aver visto parecchie primavere elettroniche )in una camera o sulla scrivania di un ufficio,rigorosamente protetto dal freddo e dall'umidità ; magari circondato da portapenne colorati o da pelouches.
Ora era lì,teso "verso il cielo lontano" ; mentre pareva quasi d'udire un rumorino, un flebile "bip-bip" che,soffocato dai rumori della strada, "pigolava sempre più piano".

               

                                         Passiflora triste per il povero Acer...
                               M

martedì 24 settembre 2013

D'autunno

Alle 9.42 era già autunno,sebbene le canottiere dei podisti sul lungofiume protestassero uno scampolo d'estate. Ma i colori non tradivano: l'ambra e l'oro di un'età in languida resa.
Con la testa leggera come un armadio in cambio di stagione,camminavo sulla via dei miei passi lungo il sentiero di acacie e betulle. Ho dato il pane alle anitre. Ho seguito il volo di un bombo in controluce. Mi sono seduta sulla riva, ma senza attendere - come nel proverbio cinese - di veder passare il cadavere del mio nemico,perché non ho nemici :ho rifiutato le richieste di inimicizia nel social network della mia anima,e cammino spedita.
All'attraversamento c'era un cagnetto al guinzaglio,e sembrava il Fortunadrago :le orecchie il pelo le zampe la coda,tutto uguale a Falkor,il soffice amico di Bastian ne La storia infinita . Anche il naso era quello,persino l'espressione bonariamente ironica. Gli mancava giusto la parola,e la parola era:"Già..". Già,i Fortunadraghi esistono,adorano inseguire palline, qualche volta fanno pipì nelle aiuole e parlano(di tanto in tanto) solo alle persone felici.

                          

                                              Wizzy e Passiflora in gita a Fantàsia

                                 

martedì 17 settembre 2013

Stelle amanti

Albireo,ovvero l'occhio di quel Cigno che da millenni fronteggia Pegaso,spiegando le ali al vento siderale. Sembra un'unica,chiarissima stella,invece, puntando il telescopio, ne svela due ; la più grande rossa, l'altra di un bel blu cobalto. Una bizzarria del cosmo, perché normalmente le stelle gemelle hanno la stessa combustione, quindi il medesimo colore.
Queste però non sono gemelle, bensì amanti : attratte per chissà quale alchimia, rimangono vicine bruciando l'una per l'altra,ma ognuna a suo modo,per non rischiare di smarrire il colore dell'amata nel proprio,fino a non trovarlo più.
Forse, in barba alla "stella gemella" di Ramazzotti, l'essenza dell'Amore si nasconde fra le palpebre di un remotissimo Cigno dalla pupilla di cobalto e rubino.

                                        

                                             Wizzy la bella anatroccola e il Cigno